Due forti terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 colpiscono la costa settentrionale del Venezuela, provocando almeno 188 morti e oltre 1.500 feriti mentre squadre di soccorso cercano dispersi a La Guaira, Caracas e Yaracuy.Le scosse avvengono a 39 secondi di distanza lungo la faglia di Boconó e generano una rottura superficiale e complessa di circa 50 secondi che provoca frane, liquefazione del suolo e crolli diffusi, costringendo migliaia ad abbandonare le abitazioni.Il US Geological Survey avverte della probabilità di forti repliche, con possibilità di ulteriori scosse superiori alla magnitudo 6, aumentando i rischi per i soccorritori e rallentando le operazioni di rimozione delle macerie.Hernando Tavera dell'Instituto Geofísico del Perú spiega che la sequenza rappresenta una rottura continua piuttosto che eventi isolati; la mancanza di un sistema di allerta precoce e la crisi politica ed economica del paese complicano la risposta umanitaria.