Il Parlamento adotta una legge che prende di mira le piattaforme di moda ultrarapida Shein, Temu e AliExpress, con il divieto della pubblicità a pagamento e una tassa per articolo in aumento per ridurre l'inquinamento.Il testo impone ai siti di promuovere riparazione e riuso, di mostrare messaggi di sobrietà e di destinare i proventi della tassa a infrastrutture di riciclo e raccolta, prevedendo sanzioni legate al prezzo al lordo delle imposte.I deputati hanno ridotto la portata della proposta dopo pressioni di lobbying, escludendo catene europee come
Zara e
Kiabi; il ministro del Commercio
Serge Papin ha indicato le piattaforme asiatiche come obiettivi e sono previsti ricorsi alla Corte costituzionale e alle autorità della
UE.